I parchi della Costa degli Etruschi

Vista della Rocca di San Silvestro

Siamo in un’area apparentemente piccola che però ha vissuto una storia grande con radici profonde che si sono intrecciate nel tempo fino a oggi. Un tuffo nel passato tra realtà e leggenda, che passa dalla terra, da quello che ha vissuto e dalle persone che l’hanno abitata, dalle scoperte che sono diventate poi tradizioni fino all’incontro di antichi mestieri e nuove tecnologie. Circondati dalla natura, dove la biodiversità regala uno spettacolo diverso in ogni stagione, per una passeggiata in famiglia, in coppia oppure per liberare i pensieri in solitaria.  

A spasso per i parchi

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Parco Archeologico Baratti e Populonia

La visita del parco può essere fatta in autonomia con l’ausilio dei pannelli descrittivi lungo il percorso (italiano/inglese) oppure prenotando la visita guidata. Ricorda di indossare scarpe da ginnastica e abbigliamento comodo. In estate il parco è sotto il sole, un cappello protettivo può far comodo. I biglietti e le visite possono essere prenotate online sul sito della Parchi Val di Cornia. Controlla sempre gli orari e i giorni di apertura del parco che in inverno subiscono delle riduzioni. La visita è suddivisa in due parti, quella bassa a baratti dove c’è la necropoli e quella alta a Populonia dove c’è l’Acropoli. 

La Necropoli nel Golfo di Baratti (parte bassa)

Subito alle spalle della spiaggia c’è il parco archeologico dove si possono visitare le due necropoli, quella di San cerbone e quella delle Grotte, le cave di calcarenite e i quartieri industriali dove si lavorava il minerale di ematite per avere lingotti di ferro (questo il motivo per cui la spiaggia di Baratti brilla al sole ed è scura!). Nella Necropoli di San Cerbone ci sono le tipiche tombe a tumulo come la famosa Tomba dei Carri, le tombe a edicola come la Tomba del Bronzetto Offerente fino alle più classiche tombe a sarcofago. Percorrendo la via delle cave sul fianco della collina si arriva alla necropoli delle Grotte, uno spettacolo molto particolare e suggestivo. Le tombe a camera sono state scavate nella roccia e formano così tante finestre sulla parete che sembra quasi un condominio di altri tempi. È un’esperienza oltre che culturale anche divertente per i bambini che possono entrare nelle varie tipologie di tombe e viaggiare con la fantasia! In alcune sere d’estate il parco diventa un palco teatrale dove la visita guidata diventa una narrazione in cui gli attori portano in scena momenti e particolari della vita etrusca.  

L’Acropoli a Populonia (parte alta)

Si raggiunge attraverso un percorso semplice che parte dalla necropoli passando per panorami suggestivi sul Golfo di Baratti. Si arriva così nella grande piazza romana centro della città antica sulla quale si affacciano i resti dei templi romani. E subito la fantasia inizia il viaggio ripercorrendo la storia di questi luoghi magici lungo la via sacra che conduce alla possente Domus e all’edificio delle Logge. Gli scavi in questa parte del parco sono sempre attivi per scoprire cos’altro nasconde la terra dove camminiamo oggi. Il viaggio continua attraverso un percorso naturalistico fino all’estremità del promontorio lungo l’antica cinta muraria della città fino a raggiungere la Casa del Re. In questo tragitto gli scorci panoramici lungo la costa che guarda il mare sono mozzafiato. 

Distanza dal Podere L’Agave
15 km

Dove parcheggiare?

al parcheggio “CASONE” in prossimità della biglietteria a Baratti riservato ai soli visitatori

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Parco Archeominerario di San Silvestro

A Campiglia Marittima, in collina, nel verde, dove il panorama sulla Costa degli Etruschi e sulle isole dell’arcipelago è mozzafiato. Si può fare trekking all’interno del parco in autonomia oppure si può scegliere tra le 3 visite guidate che possono essere prenotate singolarmente oppure tutte insieme come unico percorso di circa 4 ore. Il cane è il benvenuto e anche lui può visitare il parco. I biglietti possono essere prenotati online sul sito della Parchi Val di Cornia oppure direttamente alla biglietteria dove c’è anche un negozio di souvenir per un ricordo da portare a casa. Controlla sempre gli orari e i giorni di apertura del parco che in inverno subiscono delle riduzioni.

Miniera del temperino

Si percorre a piedi seguendo la guida con l’obbligo di casco protettivo fornito alla biglietteria. Ricorda di indossare scarpe comode e chiuse e di portare una maglia più pesante a maniche lunghe, si scende fino a 45 m sotto terra e qui la temperatura è bassa anche in agosto. La visita è una continua scoperta dell’antico mestiere dei minatori e delle varie tecniche di estrazione dei minerali che si sono susseguite nel tempo: rame, piombo, argento e zinco tipici della Val di Cornia. La miniera si dirama sotto terra per vari livelli e non tutti sono visitabili per questioni di sicurezza, ma anche solo camminare in questo ambiente rende l’idea di quanto fosse duro il lavoro dei minatori. Troverai anche muffe e funghi molto particolari che nascono lungo le travi di legno a sostegno della roccia grazie alla forte umidità. Imparerai a osservare la roccia e seguire le vene per capire e trovare i minerali di importanza commerciale. Osserverai l’affascinante blu della crisocolla o colla dell’oro, una roccia che si forma con acqua e rame visibile in alcuni punti all’interno della miniera. Non può essere toccata perché al contatto perde la sua colorazione ma può essere illuminata per vederne la vera essenza del celeste scintillante. Per terra sono visibili in alcuni punti i binari su cui correvano i vagoni di raccoglimento dei minerali per essere trasportati all’esterno. È una visita emozionante dall’inizio alla fine!

Galleria Lanzi – Temperino

Una miniera che corre lungo il lato della collina che delimita la valle Lanzi. È  breve ed è scavata su un unico livello piano. All’ingresso della miniera vi è un piccolo museo dove sono conservate le foto dei lavoratori e dei processi di estrazione del tempo in cui la miniera era attiva. La particolarità è che la visita si svolge a bordo del vecchio trenino dei minatori, un’esperienza unica anche per i bambini!  Lungo tutto il viaggio, andata e ritorno, viene raccontata la storia di questa miniera dalla guida a bordo. Il racconto è accompagnato da scenari visivi del tempo che sono stati realizzati in semi cavità lungo il percorso, vere e proprie ricostruzioni con gli oggetti realmente utilizzati a quel tempo. Arrivati alla stazione di destinazione si può scegliere se proseguire a piedi verso la terza visita, ovvero la Rocca di San Silvestro, oppure sostare poco più di 10 minuti nel piazzale, ammirare la natura, la Rocca che svetta in alto per poi risalire a bordo per la seconda parte dalla narrazione e quindi il rientro. 

Rocca di San Silvestro

Un piccolo gioiello dell’archeologia risalente all’anno mille. Ci si arriva facendo un percorso nel bosco di circa 20 minuti partendo dalla stazione di arrivo del trenino della Galleria Lanzi per chi ha fatto prima questa visita oppure dal parcheggio nella Valle Lanzi per chi ha acquistato la singola visita. Sono molte le particolarità di questa Rocca, a partire dalla sua posizione strategica, in alto, su uno sperone roccioso che permette la vista di quasi tutta la costa degli etruschi e delle isole dell’Arcipelago Toscano, per essere sempre pronti a difendersi, ma  che rende difficile la localizzazione della Rocca stessa per chi è a valle o sulla costa in lontananza. Era un villaggio fortificato, conosciuto come Rocca a Palmento, con una grande importanza commerciale per le attività estrattive che qui avevano luogo. Il castello, la parte più alta, era la residenza dei Signori che dominavano il villaggio e aveva una sua cinta muraria. All’esterno il villaggio con la zona residenziale, la zona artigianale e la chiesa anch’esse protette da una cinta muraria esterna. Sulla porta che permetteva l’unico ingresso al villaggio vi erano le guardie che per passare il tempo avevano inciso sui gradoni il famoso gioco “filetto” che è arrivato fino ai giorni nostri. All’esterno della cinta muraria c’erano la ferriera, la forgia, le carbonaie e sopravvissuta al tempo è ancora oggi visibile la ruota utilizzata per macinare le farine. Qui le condizioni di vita erano molto difficili in quanto l’unica riserva di acqua era nel castello grazie a due cisterne di raccolta e i cittadini ne avevano accesso in cambio di altra merce, altrimenti dovevano fare tutta la strada fino a valle per procurarsi dell’acqua. Si viveva in case molto piccole, per lo più stanze insieme agli animali e la posizione seppur così strategica rendeva la vita difficile a chi doveva salire e scendere per qualsiasi necessità. Nel ‘400 il villaggio fu completamente abbandonato a causa dei continui conflitti con la vicina Pisa e del declino delle estrazioni in questa zona (l’avvento dell’energia idraulica in campo minerario qui impossibile in quando non vi era acqua e la scoperta di nuove miniere in Sardegna spostò il mercato oltremare).  All’esterno della Rocca c’è anche un punto ristoro per bere e mangiare uno snack prima o dopo la visita. In estate sono suggestive le visite in notturna della Rocca completamente illuminata. 

Distanza dal Podere L’Agave
7.5 km

Dove parcheggiare?

il parcheggio gratuito si trova in prossimità dell’area di accoglienza e biglietteria dove c’è anche l’ingresso alla visita del temperino Via di S. Vincenzo 34, Campiglia Marittima. C’è un altro parcheggio gratuito nella Valle Lanzi nella zona dei vecchi impianti minerari per chi prenota la sola visiti alla Galleria Lanzi o alla Rocca di San Silvestro.

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OASI WWF di Orti-Bottagone

Siamo nel Parco della Sterpaia, un’area pianeggiante e ciò che rimane delle paludi della Val di Cornia dopo le varie bonifiche avvenute nel tempo che hanno reso il terreno utilizzabile per le crescenti acciaierie e per la centrale elettrica in espansione. L’Oasi è suddivisa in due ambienti, entrambi umidi, ma diversi da un punto di vista idro-biologico, che insieme creano una vera e propria oasi di biodiversità: la palude salmastra degli Orti e quella d’acqua dolce del Bottagone. Non solo si ha una differenza di flora e fauna tra i due ambienti ma anche una diversità stagionale soprattutto tra gli uccelli che in primavera migrano in queste zone come l’avocetta, il corriere grosso e il biancone solo per citarne alcuni. Un posto perfetto per gli amanti del birdwatching infatti le specie censite di uccelli sono circa 231, ma non solo, in questa zona vivono anche molti mammiferi, come la volpe e l’istrice, molti anfibi come il tritone e il rospo smeraldino, rettili come la famosa tartaruga palustre e pesci, anguille, muggini dorati e pesci ago. Per visitarla si consiglia di fare riferimento al sito ufficiale. In alcuni giorni vengono organizzate delle particolarissime apericene al tramonto in oasi. Per le visite guidate è obbligatoria la prenotazione. Se sei un fotografo oppure un appassionato di birdwatching ci sono degli orari preferenziali di accesso al parco come ad esempio all’alba su prenotazione. 

Distanza dal Podere L’Agave
21 km

Dove parcheggiare?

parcheggio in strada SP40 Geodetica Loc. Torre del Sale – Piombino

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