La favola della Pasqua al Podere Agave

C’era una volta una collina sospesa a metà tra la campagna e il mare, dove il sole splendeva alto per la maggior parte dell’anno e la primavera nasceva rigogliosa con fiori e colori che profumavano l’aria. Su questa collina magica c’era una casa, il Podere Agave, aperta al mondo, dove le famiglie si ritrovavano per conoscersi o per rincontrarsi e festeggiare insieme la Pasqua che non era solo un momento di gioia e speranza ma soprattutto un nuovo inizio perché questo giorno simboleggiava la riapertura in vista della stagione estiva che di lì a poco sarebbe iniziata. Così la casa si scrollava di dosso il buio inverno e apriva le porte e le finestre per far entrare la luce e l’aria pulita, si vestiva con i suoi abiti migliori, comprava i prodotti più buoni dai produttori locali per preparare una colazione ricca di gusto, sistemava i lettini e gli ombrelloni attorno alle due piscine e attendeva impaziente che il campanello tornasse a suonare. E il campanello suonava così tante volte che presto tutti gli appartamenti si riempivano di vita e di sorrisi, famiglie che già si conoscevano e famiglie nuove che arrivavano per la prima volta ma che entravano da subito a far parte della grande famiglia del Podere Agave. Piano piano tutto tornava a muoversi come se mai nulla si fosse fermato. I bambini si divertivano a correre e giocare nei prati, a volare in alto sulle altalene e a scompigliarsi i capelli al vento sugli scivoli mentre i genitori si rilassavano al sole lasciando che il tempo scorresse impercettibile. Dalle cucine degli appartamenti aperti uscivano i profumi di piatti casalinghi aromatizzati con le erbe del giardino e le famiglie si ritrovavano a mangiare insieme nel patio esterno per vivere ogni singolo raggio di sole. Ma quello che tutti aspettavano con gioia era il momento della caccia al tesoro che la “casa” organizzava ogni anno per far divertire i bambini e per premiarli con tante uova di cioccolata. Al riparo da occhi indiscreti, durante la mattina venivano nascosti gli indizi per tutto il podere, sia in casa che in aperta campagna, perché la cosa più bella era vedere i bambini che, seppur di nazionalità diverse, nella loro purezza d’animo, si univano in gruppi dove non esisteva differenza alcuna di lingua, religione o genere. Intorno alle 15:00 del pomeriggio tutti convocati sul grande prato centrale, dove un genitore si vestiva del ruolo di giudice e presentatore della caccia al tesoro e si procedeva con la formazione di due squadre e la lettura delle regole da rispettare. Pronti, attenti, via! Quando il primo indizio veniva consegnato l’esplosione di felicità risuonava ovunque e la “casa” si riempiva di amore sincero. C’era chi correva a destra, chi a sinistra, chi tentava di corrompere qualche genitore nella speranza di ottenere un’informazione in più, chi tentava di distrarre gli avversari e chi saltava velocemente da un indizio all’altro verso la vittoria. 

Così la giornata trascorreva tra risate, sorrisi e giochi fino alla premiazione, giusta conclusione di una giornata perfetta:uova di cioccolata per tutti! In giardino, all’aperto, insieme per condividere sorprese e dolcezze, perché la magia della Pasqua unita alla magia della “casa” è questo: condivisione di gioia, speranza e rinascita. 

In questa favola non ci sono antagonisti, personaggi cattivi e colpi di scena, non ci sono battaglie, non ci sono cuori infranti o streghe e stregoni, ci sono solo i bambini, i loro volti sorridenti, la felicità di un giorno e l’allegria di un gioco e a noi le favole piacciono così, semplici ma ricche di amore e che finiscono sempre con un “vissero per sempre felici e contenti”. 

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